8 maggio – s. Maddalena (250 anni e non dimostrarli)

L’8 maggio, per ragioni familiari, è sempre stato un giorno importante per me e quando ho saputo che lo era anche per la grande famiglia delle Canossiane, ho visto in questa ennesima occasione, la prova che i contesti in cui si trova accoglienza e affetto, diventano come casa propria. Con Suor Margherita abbiamo pensato ad un piccolo percorso in cui le ragazze potessero leggere qualche passo significativo della vita di Maddalena, avendo un piccolo messaggio finale per ciascuna di loro.

Verso la fine della mattinata, ci siamo riunite tra Suore e collaboratrici, attorno ad un tavolo circolare, per avere un momento di riflessione e condivisione: Madre Vincenzina ci ha fatto gustare un canto dedicato a Maddalena, che alleggeriva il cuore spostandolo in un luogo ricco di speranza e nuove possibilità e subito dopo abbiamo letto degli spunti estrapolati dalla vita della Fondatrice delle Canossiane. Attorno a quel tavolo eravamo tutte donne molto diverse, con compiti diversi, storie e sensibilità diverse, accomunate però dal fatto che vivere e lavorare in Casa Canos rappresenta una possibilità rarissima da trovare: impegnarsi e occuparsi del proprio compito in un luogo in cui si sperimenta ogni giorno, sorellanza, umanità, condivisione dei valori importanti e amore/rispetto per l’opera stessa che percepisci come parte del tuo mondo da curare, proteggere e nel contempo sviluppare.

Su questo si è innesta benissimo la testimonianza di Luisa, colei che da più anni lavora in Casa Canos ed era presente fin dall’arrivo della prima studentessa vent’anni fa: la sua è stata una testimonianza vera, autentica, che ci ha trasmesso l’attenzione per l’accoglienza di chiunque arrivi qui e la possibilità di trasmettere alle ragazze quel senso di grande famiglia che rende ancora oggi Casa Canos il luogo di una grande famiglia e non un albergo.

Luisa mi ha commosso quando ha parlato delle fragilità crescenti delle ragazze di oggi rispetto a vent’anni fa e dell’istintivo collegamento che si fa tra le ragazze e le nostre figlie che a volte hanno la stessa età e su cui spesso lo sguardo diventa quello di una madre che ti trasmette la regola in modo intelligente e fermo e ti vuol bene facendoti diventare sempre più autonoma, ma sempre con la possibilità di essere accolta nel momento di difficoltà. Luisa ha anche detto di sentire molto vicina Maddalena, proprio perché, come tutti, ha avuto molte vicissitudini sfavorevoli da affrontare, ma non si è arresa, realizzando qualcosa che vive e porta frutto ancora oggi.

Tutte poi abbiamo espresso un nostro sentimento/vissuto partendo dalla Festa per Maddalena: sostanzialmente siamo tutte grate di poter lavorare in un contesto così collaborativo in cui ogni lavoro deve essere fatto bene, ma non è fine a se stesso, poiché è uno dei mezzi che abbiamo per realizzare ogni giorno qualcosa di bello come l’accoglienza e la familiarità.

Inoltre grazie a Suor Vincenzina, Suor Marina e Suor Margherita, l’assetto è altamente collaborativo: insieme lavoriamo e insieme cerchiamo di migliorarci ogni giorno un po’ di più e questo è un preziosissimo dono che credo piacerebbe molto a Maddalena che tanto ha condiviso con familiari, poveri, estranei, bambini per creare un mondo migliore senza arrendersi mai.

Anna