GIUSEPPE: il sognatore che permise a Dio di regalare il suo Figlio all’umanità

Oggi vorrei fermarmi un po’ con te, carissimo Giuseppe … lasciamo cadere il “San”, non perché non ti si addica, ma perché con il tuo semplice nome, che significa “Dio aggiunge”, ci ricordi che nessuno basta a se stesso e ci permetti di sentirti più vicino, più fratello, più amico.

Tra tutti i personaggi del Vangelo, tu sei forse il più intrigante, nel senso che sei capace ancora oggi di spiazzarmi, di zittire tutti i miei “perché?” e i miei “come?”. Davanti a te cadono tante complicazioni, tanti ragionamenti sottili…e ci si ritrova semplicemente così come si è, veri e nudi, senza poter nulla nascondere.

Ti chiamano “l’uomo dei sogni” e, secondo me, è un titolo bellissimo anche se per qualcuno può significare che hai vissuto sulle nuvole, che sei stato un illuso…ed invece credo ci voglia tanto coraggio per sognare, perché significa non accontentarsi del mondo così com’è, significa continuare a sperare là dove tutti gli altri hanno scritto “capitolo chiuso!”

La tua vita da “sognatore” è stata molto concreta, fatta di accoglienza, di amore, di silenzio, di coraggio, di ascolto, di decisioni, di stupore e, probabilmente, anche di lacrime, paure e turbamenti…mentre risuonava sempre dentro di te quel messaggio senza tempo: “Non temere, Giuseppe, figlio di Davide…”. E allora, hai aperto la tua vita al mistero di Maria, con lei hai spalancato il cuore davanti a quel Bambino che non era “tuo” ma che hai amato con tutte le tue forze. Hai ascoltato una voce che ti ha raggiunto tramite un “sogno” e hai osato credere che poteva essere vero, se tu lo avessi voluto veramente.

Sei stato l’uomo più libero che io possa aver mai conosciuto, libero di lasciar cadere i tuoi sogni per fare spazio al sogno di un Altro … libero di tacere, di non fare domande, di non pretendere prove e di metterti in azione … libero di amare teneramente una donna che non ti è mai appartenuta ma che è stata profondamente tua sposa … libero di crescere un Bambino che intuivi fosse più grande di te ma anche tanto bisognoso della tua protezione e del tuo amore. I tuoi sogni, Giuseppe, ti hanno reso libero perché hai creduto che non erano foglie trasportate dal vento ma sassolini che hanno tracciato la strada che dovevi percorrere … fino in fondo.

Non sappiamo quanto tu sia riuscito a capire del mistero che avvolgeva la tua sposa e quel “tuo” figlio tanto amato ma abbiamo la certezza che, senza di te, loro non avrebbero potuto diventare ciò che oggi sono per tutti noi.

Grazie di essere stato l’uomo dei sogni! Per il tuo coraggio, Dio ha potuto avere Suo Figlio tra gli uomini.

Resta un solo favore da chiederti, una preghiera che rimanga incessante: insegnami, insegnaci a guardare con coraggio ai nostri sogni, a non deriderli mai, a proteggerli contro tutto e contro tutti, a credere in loro e a lottare perché diventino realtà. E, se non li vedrò pienamente realizzati, permettimi di andare via in pace, nel silenzio e nella gioia di averli custoditi, con la certezza divinamente semplice che, affidati alle mani del tuo e mio Signore, troveranno il modo di compiersi.

Sul tuo esempio, non chiedo di vedere ciò che sarà domani, solo la forza di compiere il passo che oggi si delinea davanti a me attraverso la forza dei miei sogni.

sr. Rosamaria Rota