Ecco udire, da lontano, una dolce melodia, il cui canto esclama “Cristo è risorto! È veramente risorto! Alleluia!”. Poco a poco, invade le piazze, le strade, i giardini, fino ad entrare nei più segreti labirinti del cuore, dove la luce illumina ogni angolo, portando via con sé il grigiore della sofferenza, della tristezza e della delusione. Quella dolce melodia e quell’affascinante luce sono accompagnati da un calore unico: l’abbraccio del Cristo risorto!
La Pasqua, la festa che abbiamo celebrato, nonché la festa che più attendiamo con impazienza, è la mano che Dio sempre ci tende e alla quale, una volta aggrappata, ci rialza, ci eleva e ci conduce al Suo fianco, dove attingiamo con gioia alla sorgente della salvezza.
Ed eccoci purificati, fortificati e incoraggiati nel faticoso quanto meraviglioso cammino della vita, dove Gesù ci invita a non temere e a non avere paura. La sua Resurrezione ci dimostra a pieno la fedeltà della sua Parola.
Nel tragitto verso la Pasqua, chissà quante volte abbiamo aiutato Gesù a portare la croce e ad asciugargli la fronte e quante volte, invece, abbiamo aggravato il suo peso. Abbiamo pianto con Lui, prima per le sue ingiuste e atroci sofferenze, poi per la sua grandezza di misericordia.
Ora siamo davvero certi: il tempo delle lacrime è finito e lascia il suo posto alla desiderata gioia. Ma cosa sono le lacrime se non una pioggia che rende fertile il terreno della vita, dal quale nascono fiori preziosi che, mossi dal dolce vento, emanano il loro unico e inconfondibile profumo?!
Ecco, così come la natura rifiorisce in primavera, così anche noi possiamo riscoprire sogni e speranze che probabilmente avevamo messo da parte. Vivere questo tempo significa lasciarsi attraversare da un mistero più grande di noi: quello di una vita che, passando attraverso la fragilità e il limite, viene trasfigurata dall’amore.
La Pasqua, infatti, non è semplicemente il ritorno alla vita di prima, ma l’ingresso in una vita nuova, illuminata dalla presenza del Cristo risorto. È un invito a fidarsi: anche quando non tutto è chiaro, anche quando il cammino resta segnato da ombre, la luce ha già vinto.
E allora vivere questo tempo diventa un atto interiore di apertura: lasciare spazio a ciò che rinasce, custodire ciò che cresce, e riconoscere, dentro le pieghe della quotidianità, i segni discreti di una speranza che non delude. Perché la vera Pasqua accade proprio lì, dove il cuore impara, lentamente, a credere ancora nella vita.
Caterina Tizzano